mercoledì 10 dicembre 2008

Meglio cowboy che letteronza

Riprendendo il tema della censura, ventilato nel commento del post precedente, perché mentre leggevo pigramente le notizie del sito TGCom, ho trovato divertente e paradossole l'accoppiamento (penso casuale) di queste due notizie:


Cosa c'è di così divertente?

Il fatto che in Italia esista qualcuno che ha l'arroganza di dire quali scene di un film stupendo e profondo come Brokeback Mountain meritino di essere viste (salvo poi pentirsi e spergiurare che correrà ai ripari) mentre nessuno si prende la briga di non pubblicare le farneticazioni di Victoria Silvstedt, che indica alle nuove generazioni di ragazze la strada giusta per avere successo nella vita:
un bel paio di tette come le sue! -_-

Vabbé, dobbiamo essere open minded e dare la possibilità a tutti di esprimersi, ok ok glielo concedo... ma da parte loro i responsabili dei palinsesti TV si impegnassero almeno a non offendere un'opera d'arte voluta e concepita in un determinato modo.

Piuttosto non mandatela in onda!


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mercoledì 19 novembre 2008

L'impero di Giulio Cesare è finito da un pò...


Dal Corriere di oggi:


""" Ha dovuto essere abbattuto mercoledì mattina a Roma il cavallo scivolato sul pavè in via san Gregorio, nei pressi del Colosseo. All'inizio si era pensato che fosse stato investito. Sembra invece che sia scivolato dopo essersi impaurito per il passaggio troppo vicino di un mezzo pesante.

L'animale ha riportato una frattura alla tibia, sul posto è giunto il veterinario del Comune che gli ha praticato un'iniezione letale, d'accordo con il proprietario che ha deciso di far abbattere il cavallo sul posto per evitargli la sofferenza del viaggio fino a Testaccio.


L’assessore provinciale al Turismo, Patrizia Prestipino, ha espresso «amarezza e rabbia per l'incidente conclusosi in una vera e propria tragedia». «Nonostante le molte proposte avanzate, anche dalle associazioni animaliste», dice l'assessore, «nessun provvedimento reale è mai stato preso. I cittadini e i turisti hanno dovuto assistere all'agonia di questo povero animale rimasto per ore sulla strada: uno spettacolo non degno di una città come Roma».

La Lav (Lega anti vivisezione) ha chiesto al sindaco di Roma di sospendere l'attività delle «botticelle», le tipiche carrozzella romane: «È incredibile che a Roma non sia garantito un servizio attrezzato di pronto soccorso ai cavalli feriti. La morte di un altro cavallo appena cinque mesi fa non può più essere imputata alla fatalità, ma testimonia come sia necessario superare questo anacronistico servizio».

«È stata una tragica fatalità», ha affermato l'assessore capitolino Fabio De Lillo. «L'animale si è ferito a una tibia e non c'è stato nulla da fare. Era agonizzante ed è stato soppresso»

«Quanto accaduto non è un incidente, ma una morte annunciata. È inaccettabile ancora questo retaggio medievale per la capitale d'Italia» ha affermato Ilaria Ferri, direttrice degli Animalisti italiani. «Testimonianze dirette dicono che il cavallo si è spaventato a causa di un camion mentre viaggiava su una strada a percorrenza veloce con i sampietrini lisci e con buche e avvallamenti. In più ci risulta che la botticella viaggiava dal lato sinistro della strada mentre dovrebbero viaggiare sul lato destro. È bastata inoltre la mia presenza e quella della mia collega a innervosire i vetturini che ci hanno violentemente aggredite sia verbalmente che fisicamente. Il tutto alla presenza della Polizia municipale che non ha mosso un dito»
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«È stato un incidente e mi auguro non si voglia speculare su quanto avvenuto», ha specificato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

«Il cavallo è rimasto disteso sul selciato per ore e il veterinario è arrivato dopo un'ora. In più l'incidente ha provocato molti problemi alla viabilità», ha spiegato Claudio Locuratolo, presidente dell'Enpa (Ente nazionale protezione degli animali) di Roma. """


Caro Sindaco Alemanno, qui c'è poco da speculare, bisogna solo porre fine a queste sofferenze inutili e sospendere questo inconcepibile sacricifio di cavalli a Roma. Attrazione peraltro ad uso e consumo dei turisti. Penso che i danarosi visitatori potranno tranquillamente farsene una ragione e non per questo rinunciare a visitare la città eterna.


Quantomeno mi auguro si abbia il buon senso di autorizzarne le passeggiate in aree per loro più consone (come il parco di Villa Borghese) piuttosoto che farli stare in mezzo al delirio del traffico cittadino. Chi consoce Roma, conosce bene il flusso impazzito di auto che sfrecciano in ogni direzione, l'indisciplina dei guidatori, il suono continuo dei clacson: deve essere terrificante per animali sensibili come i cavalli... povere bestiole lasciatele in pace!!


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domenica 16 novembre 2008

Blu Cobalto

E' il titolo del nuovo pezzo che hanno voluto regalarci ieri, in anteprima, i Negramaro.
Propio una gradita sorpresa, e già al primo ascolto ha cominciato ad entrare in circolo... comincia la conta dei giorni che mancano al nuovo album!

sabato 16 agosto 2008

A scuola di Rock'n'Roll

Anche se per il sottoscritto questa verrà archiviata come l'estate del grande esodo verso la Capitale d'Italia, sono riuscito comunque a concedermi qualche succulento concertino prima di immergermi totalmente nelle fatiche del trasloco.


NEGRAMARO (Milano Stadio Sansiro - 31 Maggio)

I Negramaro sono diventati in pochi anni una delle più importanti band attualmente presenti nello scenario musicale italiano. Certo si tratta di un talento non riconosciuto da tutti, come è giusto che sia, ma se c'è un pregio che si dovrebbe proprio riconoscere al sestetto salentino, al di là che piaccia o meno, è quello di avere un proprio stile, un proprio modo di intendere la musica che rende i loro pezzi personali, in mezzo a tanta musica troppo spesso omologata. E chi pensa che i loro testi siano a volte stupidi o privi di senso, a mio parere pecca di scarsa conoscenza della loro discografia, visto che è sempre più raro imbattersi in album interamente godibili dal primo all'ultimo pezzo, in cui ogni canzone riesce a trasmettere emozioni e dopo ripetuti ascolti è possibile cominciare a capire quanto lavoro ci sia voluto per realizzarlo. Prima di giudicare quindi, bisognerebbe avere la pazienza e la voglia di andare oltre il tormentone di turno che viene fatto passare in radio ogni cinque minuti, generando nell'ascoltatore un martellamento tale che anche Imagine dei Beatles comincerebbe a diventare indigesta!
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Per quanto riguarda i loro Live, dopo averli visti nella incredibile cornice dell'Arena di Verona e nell'intimità del teatro di Mestre, non potevo mancare a quello che forse è stato il loro progetto più ambizioso: suonare nel tempio dei concerti rock in Italia, lo stadio San Siro. Per quanto mi riguarda, è stata una scommessa vinta a metà. Infatti, seppure è giusto archiviare l'evento come riuscito e con una buona partecipazione di pubblico, personalmente ne sono rimasto abbastanza deluso. Il problema più grande è stato senza dubbio l'acustica del secondo anello che all'inizio del concerto è stata a dir poco disastrosa... con il susseguirsi delle canzoni i tecnici audio hanno apportato continue migliorie, ma davvero è stato necessario arrivare praticamente alla fine dello Show per dire che era a livelli accettabili. Un vero peccato. E comunque, al di là di questo problema tecnico, nonostante l'affetto che mi lega ai Negramaro, non mi sento di dire che sono riusciti pienamente a cavalcare un "cavallo di razza" come lo stadio San Siro. Se avvertivo questa inadeguadezza solo come una sottile impressione durante lo spettacolo, ne ho avuto la prova concreta quando sul palco è salito Lorenzo Jovanotti come ospite a sorpresa e ha cantato la sua Safari. Lo stadio è letteralmente impazzito, più di quanto i Negramaro avevano saputo fare fino a quel momento... una vera lezione di come si gestiscono uno spazio e un pubblico del genere: spero davvero che i salentini abbiano preso appunti da quella ospitata e abbiano una secondo possibilità per dimostrare quanto sono bravi, perché se lo meritano.


VASCO ROSSI (Mestre, Heineken Jammin Festival - 20 giugno)

A Vasco sono troppo affezionato, mi sento quasi un Giuda Iscariota a parlar male di lui, ma esiste per tutti un momento in cui bisognerebbe avere la decenza di dire basta, chiudere bottega e preservare quanto di buono ci si è lasciato alle spalle di questa lunga carriera.
Credo proprio che per il rocker di Zocca questo momento sia giunto: il mondo che vorrei, ultimo disco che accompagna il tour di quest'anno, è un lavoro per cui non riesco a trovare altri aggettivi se non "imbarazzante" e a mia discolpa per tale aggettivo sacrilego posso solo dire di averlo ascoltato fino allo sfinimento, cercando di sforzarmi di trovare quanto di buono possa esserci al suo interno, ma ogni riascolto è stato peggio di quello che lo ha preceduto.

Arrivo quindi nello stupendo Parco San Giuliano di Mestre animato da questo spirito di delusione, sperando comunque che il Live possa risollevare le sorti di un disco oggettivamente BRUTTO. Mi trovo in mezzo al pubblico di Vasco che è sempre lo stesso: un mare di persone per le quali musicalmente esiste SOLO Vasco e che quindi non vuole neanche sentir parlare di disco leggermente sotto la media (per usare un eufemismo). Ovviamente codesto pubblico fondamentalista pensa bene di ingannare l'attesa, con i 40 gradi di temperatura che caratterizzano il primo pomeriggio, ingurgitando taniche di vino rosso e fumandosi l'impossibile. Il fan "tipico" di Vasco è questo, per fortuna con le dovute eccezioni, e neanche me ne frega molto di mettermi a fare il perbenista bacchettone. Però in effetti mi sono un pò stufato di stare in mezzo a gente che collassa e si rovina la festa ancor prima che lo spettacolo abbia inizio.
Il concerto di Vasco è come ci si poteva aspettare dall'ultimo disco: "imbarazzante". Il paragone con i vecchi successi rende il giudizio ancora più impietoso e la figura del mitico rocker ormai è appesantita, stanca e poco credibile. Ormai le pause che si prende tra un pezzo e l'altro, specie nella seconda parte dello spettacolo, sono surreali: c'è il tempo di fumare una sigaretta e mettersi a parlare del più e del meno, in attesa della canzone successiva.
Questa è quindi una lezione per me: capire che siamo al capolinea ed è arrivato il momento di dire basta concerti di Vasco.



BRUCE SPRINGSTEEN (Milano Stadio Sansiro - 28 Giugno)

Signori, via il cappello. Altro che Negramaro o Vasco, qui siamo su un altro pianeta, anzi no, siamo proprio in una galassia a parte.


Purtroppo la mia passione per il Boss nasce in tempi abbastanza recenti (diciamo nel 2001), non ho di certo vissuto gli anni d'oro della mitica E Street Band ma devo dire di essere legato a Springsteen da sincera ammirazione e questi pochi anni di avvicinamento a lui mi hanno già regalato emozioni molto intense. Ma nonostante questa stima che già gli riconoscevo, non mi rendevo ancora conto di cosa sarebbe stato in grado di combinare a Sansiro, visto che l'unica mia precedente esperienza Live era stata nel 2006 a Perugia, in una atmosfera incredibilmente intima e raccolta.

Ebbene sì, torno sul luogo del delitto Negramaro con molta apprensione, sono ancora posizionato nel secondo anello e quindi temo di nuovo per l'acustica disastrosa. Per fortuna invece l'audio diventa ottimale già durante il primo pezzo e Bruce Springsteen, a 60 anni suonati, è un vero animale da palcoscenico. In TRE ore di concerto non si stanca mai di correre, di interagire con il pubblico, di concedersi continuamente ai ragazzi della transenna. L'intero stadio è in delirio: tutti cantano e ballano tenendo le braccia alzate verso il cielo, il carisma e la carica del Boss arrivano intatte fino all'ultimo spettatore appollaiato nel terzo anello. Non c'è un momento di pausa, un momento di stanca, e l'ultima ora, se possibile, è ancora più intensa ed energica della prima. Si arriva a fine concerto stremati ma consapevoli di essere molto fortunati per aver appena assistito ad uno spettacolo che pochi altri al mondo sono in grado di offrire.

Dal Boss arrivano quindi lezioni di Rock'n'Roll per tutti, artisti e spettatori.

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domenica 15 giugno 2008

In diretta da casa mia

sottotitolo: non ce la farò mai ad uscirne vivo.


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giovedì 29 maggio 2008

Avviso all'utenza

Il proprietario di questo blog è stato trasferito, in via DEFINITIVA, a Roma.

Scusate se è poco.


giovedì 1 maggio 2008

U23D


Non riesco a parlare del film in 3D degli U2 senza lanciarmi in un proclama sensazionalistico degno di un regime totalitario governato da un leader pazzo ed invasato.

Inizio quindi lasciando spazio alla più razionale recensione del mio amico Bilbo, il quale ha fatto anche una intressante analisi di questa nuova tecnologia che stà timidamente entrando nelle nostre sale cinematografiche ma che probabilmente è destinata a diventare uno standard.

Tornando ai "protagonisti" del film, questo strumento gli ha permesso di mettere in evidenza quella che probabilmente è la loro forza più grande: l'energia e le emozioni che caratterizzano i loro Live e che nessun album ascoltato tra le mura di casa potrà mai rendere.

Inoltre è la dimostrazione in 3D di come l'ultimo album How To Dismantle An Atomic Bomb, vittima delle solite antipatiche classifiche "è meno bello di..., è più banale di... è anche peggio di..." sia invece un disco ispirato e che soprattutto funziona benissimo suonato dal vivo, regalando al pubblico una Vertigo da cardiopalma, una Love & Peace or Else ipnotica e momenti di emozione pura come in Sometimes You Can't Make It On Your Own.

Ogni tanto qualcuno mi chiede se entrerò in depressione quando gli U2 smetteranno di fare musica. E' una domanda che invece di preoccuparmi mi fa sorridere: per me quel giorno può essere oggi. Ci hanno regalato tante e tali emozioni, uno sconfinato repertorio di canzoni (molte delle quali sono perle sconosciute al grande pubblico) pronte ad accompagnarci in qualsiasi momento della nostra esistenza, bello o brutto che sia.

Solo a ripercorrere tutte le tappe di questo bellissimo viaggio, non basterebbe un'altra vita.

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