domenica 8 luglio 2007

Il Pavone e i Generali

In questo periodo in cui siamo un pò tutti affaccendati a pensare a quale meta raggiungere per goderci le tanto agoniate ferie estive, è inevitabile che il pensiero vada anche verso mete esotiche e lontane.

Una Nazione piena di storia e di arte è la
Birmania, terra in cui trovare splendidi villaggi , templi, monasteri e pagode. Purtroppo però è anche una Nazione in cui vige (dal 1988) uno dei regimi militari più feroci dell'attuale panorama geo-politco mondiale.

I dissidenti, per il semplice fatto di essere dei democratici, vengono messi in GALERE INFESTATATE DAI TOPI senza subire alcun tipo di processo, i militari sono AUTORIZZATI a stuprare le donne (e per donne si intende anche bambine di 5 anni), le persone sono costrette ai LAVORI FORZATI per costruire le infrastrutture necessarie al Governo. Insomma una situazione drammatica che và al di là di qualsiasi nostra possibile immaginazione.

Proprio per questo motivo, segnalo l'
uscita di questo libro, che parla dei birmani democratici, di gente coraggiosa come Aung San Suu Kyi, persone che hanno messo a rischio la loro vita in nome di un ideale nel quale credono. L'autrice Cecilia Brighi, che ho visto in una intervista con Licia Colò, non è una scrittrice ma una sindacalista impegnata affinché finisca la riduzione in schiavitù e la violenza sulla popolazione Birmana ed i proventi derivanti dalla vendita di questo libro andranno appunto a sostenere le associazioni democratiche che con molta fatica continano ad esistere in quel paese.

Insomma, per quanto mi riguarda, un acquisto obbligato da fare appena rientrato dalle mie opulente e occidentali ferie, in modo da non perdere contatto con una realtà che è ben diversa e ben più drammatica di quella a cui sono abituato. E ovviamente è un consiglio di lettura che desidero estendere a chiunque :-)

Da fan degli U2, non posso non segnalare che anche la band irlandese nel 2000 ha voluto accendere un riflettore su questo paese spesso dimenticato dalle nostre cronache, troppo impegnate ad inseguire paparazzi e vallette un pò zoccole. Il risultato dell'impegno uduico è una canzone MERAVIGLIOSA che si chiama
WALK ON (tieni duro, vai avanti!), dedicata proprio a Aung San Suu Kyi.

Per colpa di questa canzone, i dischi degli U2 son stati BANDITI dal governo Birmano. Fiero di essere loro Fan, quindi.


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2 Commenti:

Alle 9 luglio 2007 11.07.00 CEST , Blogger Gabriele ha detto...

Purtroppo caro il mio Ax,

quello che succede in Birmania è colpa nostra, colpa della "popolazione evoluta del mondo", colpa dell'occidente.

Il processo che porta a queste situazioni così drammatiche è sempre lo stesso, quasi che esista un copione scritto da seguire rigidamente.

L'abbandono delle colonie da parte delle vecchie potenze coloniali (vv. Francia, Inghilterra, Portogallo, USA) lascia il paese abbandonato alla mercè di chiunque abbia in mano un minimo di potere militare. Esempi possono essere fatti con la storia dei Kmer Rossi in Vietnam, oppure con la situazione attuale in Sudan, oppure qui, in Birmania, dove un governo democraticamente eletto non ha in realtà alcun potere a causa del regime militare dittatoriale instaurato con il colpo di stato del 1988.

Quindi, dopo il danno, la beffa. Popolazioni che, sotto il colonialismo vedevano sfruttate le loro terre e le loro risorse, vedevano limitata la loro libertà personale e che reclamavano quindi un potere "più giusto", una democrazia, una volta ottenuta si trovano nella stessa situazione di prima, se non peggio. Perchè un regime militare violento non è forse peggio di un colonialismo?

La domanda che mi pongo è questa: ma allora, a cosa servono tutti questi sforzi? A nulla. Recita un vecchio detto: "prima di fare l'Italia, bisognava fare gli Italiani"... forse un luogo comune, ma senz'altro in alcune situazioni è veritiero e facilmente esportabile a livello internazionale. Anni di sottomissione, di rancore, di violenza, di terrore non si eliminano, zac!, tagliando via la causa. Le cicatrici rimangono. Sempre in bella vista.

Ma l'ONU dov'è in questi luoghi? Ma la comunità internazionale dov'è? E soprattutto dov'è la democrazia, intesa nel senso "planetario" del termine: dove sono ormai quelle correnti di pensiero di massa che potevano smuovere coscienze e governi? Eppure nell'era della comunicazione globale, le idee dovrebbero correre velocemente...

E in effetti questo succede: le informazioni raggiungono rapidamente ogni parte del globo, solo che sono tutte informazioni inutili. Inutili perchè nessuno le ascolta. Inutili perchè nessuno, tra chi ne avrebbe la possibilità, agisce.

E allora, a cosa serve tutto ciò? La risposta è: UNICAMENTE A FAR PROSPERARE L'OCCIDENTE SULLE SPALLE DEL RESTO DEL MONDO.

Con buona pace per la Birmania, il Sudan, la Cina, la Thailandia, la Maleysia, etc.

P.S. Scusa per lo sfogo.

 
Alle 9 luglio 2007 17.04.00 CEST , Blogger ax ha detto...

Altro che scuse, è uno sfogo molto legittimo e molto schietto. Forse pervaso da un profndo pessismo ma d'altrone riesce difficile anche a me pensare a chi sarà quel "folle" che si prenderà la briga di affrontare il problema per cercare di risolverlo :-( URGONO CORRENTI DI PENSIERO DI MASSA! (come sottolinei tu).

 

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