La vittoria del Musical

Il mio SMS di voto è stato proprio per loro, quindi non posso che essere contento della vittoria a Sanremo di Giò Di Tonno e Lola Ponce (video su youtube).
Il fatto che gli italiani stiano continuando a chiedersi che ci fanno questi due "sconosciuti" tra i big e a fare paragoni con la meteora Jalisse serve solo a confermare che popolo limitato siamo, dimostrando che la nostra cultura musicale spesso si ferma a quello che vediamo nel piccolo schermo.
I signori che hanno vinto il festival sono invece due dei protagonisti principali del meraviglioso Musical Notre Dame de Paris, uno spettacolo che conta ormai 15 MILIONI di spettatori e che ha praticamente fatto il giro del mondo.
Questi artisti quindi non vendono dischi e probabilmente mai ne venderanno, il loro ruolo al festival era quello di avere una vetrina per presentare un un nuovo Musical: Pia de' Tolomei, scritto da Gianna Nannini (autrice di questo pezzo).
Spero veramente che questa vittoria porti fortuna alla Nannini perché considero il Musical una delle forme di arte più belle e complete: più del teatro, più del cinema.
Quindi condivido in pieno la scelta di dargli spazio all'interno di una manitestazione canora dove magari il concetto di musica può avere un'accezione differente. Ma proprio per questo motivo spero che la vittoria di un Musical dia una smossa alla quasi indifferenza italiana nei confronti di questo genere di intrattenimento così sottovalutato.
Chissà se questo riconoscimento contribuirà a dare una scossa alla situazione, magari anche aiutata dalla moda di "High Scool" (quest'ultimo onestamente ignoro che Musical sia, ma vedo che ha molta presa tra i ragazzini e quindi ben venga, spero contribuisca alla causa)
E magari cominceranno ad arrivare anche fuori da Milano e Roma produzioni importanti e internazionali... I WANT TO BELIEVE.
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Etichette: musica


8 Commenti:
Io adoro la canzone di Max Gazzè(come poteva essere altrimenti?) e quamndo l'ha eseguita con Paola Turci e Marina Rei è stato fantastico! Per me questa è la musica italiana!
Baci,
Eli
beh, se hanno scelto veramente il festival si Sanremo come trampolino di lancio per il musical Pia de' Tolomei bisognerebbe far loro i complimenti per la bell'azione di marketing: lanciare un prodotto in una manifestazione canora che anche quest'anno ha subito un calo di ascolti vertiginoso (10% di share in meno rispetto l'anno scorso) è sicuramente il modo migliore "per far conoscere". I miei complimenti!! Personalmente non credo che gli italiani siano indifferenti al musical: hai scritto tu stesso 15 milioni di spettatori per Notre Dame, sinceramente non mi sembrano pochi (anzi un po' tantini), Grease ha raggiunto le 1000 repliche con quasi 1.300.000 (scusate se è poco), altri spettacoli come Fame, Hair, Rocky Horror, La Febbre del Sabato Sera, sono sempre presenti in ogni stagione teatrale (da ottobre a maggio se cerchi bene li trovi nel cartellone di qualche teatro e credimi che di gente a vedere lo spettacolo ce n'è sempre). Per quanto riguarda il monopolio Roma-Milano, su questo sono d'accordo con te; c'è da dire però che la prima è capitale d'Italia la seconda la possiamo definire capitale del "nord", vero è, comunque, che molti dei musical più famosi toccano parecchie città del nord-centro-sud (non solo roma e milano quindi), se si ha la botta di c..o di vedere lo spettacolo "sotto casa" bene altrimenti, per amore del musical, si prende la macchina .....
@Eli: la canzone di Gazzé è molto bella anche se secondo me rende molto di più la versione registratra in studio, piuttosto che quella live a Sanremo.
@anonimo: qualche puntualizzazione perché sono un pignolo ^^
- Nel momento in cui sto scrivendo, la canzone "colpo di fulmine" è seconda nella classifica delle canzoni più scaricate da iTunes (primo Cammariere, terzo Gazzé) quindi come vedi l'apparizione a Sanremo non è stata del tutto inutile. Secondo me rimane una vetrina che dà ancora molta visibilità, per quanto piena di crepe. I "miei" Negramaro vennero buttati fuori alla prima serata, manco ci arrivarono in finale... però quest'anno saranno la prima band italiana a suonare a Sansiro;
- i 15 milioni di spettatori di Notre Dame si intendono a livello mondiale, non italiano (fonte: Wikipedia);
- non volevo dire che gli italiani sono indifferenti al musical. O meglio, non volevo attribuire la colpa solo a loro. Però è ovvio che se la TV trasmette a raffica fiction e reality, frammezzati da trasmissioni che parlano di calcio (come se non esistessero altri sport) si crea nello spettatore una sorta di assuefazione a questi temi, sacrificandone altri (che appiattimento!);
- hai ragione a dire che i Musical, per fortuna, sono sempre molto frequentati. Io mi riferivo appunto al fatto che si è costretti alle trasferte se si vuole vederli. Ti faccio un esempio recente: abito a Venezia, quest'anno chissà come è arrivato da noi Jesus Christ Superstar ... ma per fare UNA SOLA DATA PER TUTTO IL VENETO (pazzesco, come se nel veneto ci abitassero 4 gatti!) E sai quando è stata fatta questa unica data? di lunedì!! Bé, in queste condizioni bisogna avere altri requisiti oltre all'amore per i musical: bisogna anche avere il capo che ti concede le ferie! :-D
Ciao, grazie per il tuo commento
:-)
... dottore quello che volevo dire è, che spero vivamente, che non abbiano scelto Sanremo per lanciare il musical: non lo trovo una sede ideale. Che canzone sia una delle più scaricate sono contento, ma spero lo sia perchè sia bella e non perché siano stati i protagonisti del musical. tutto qui. Poi, se uno spettacolo mi piace ed arriva a 100km da me, anche se è un qualsiasi giorno della settimana io piglio la macchina e vado: il giorno dopo, in ufficio, camufferò le occhiaie con un buon contorno occhi o degli occhiali da sole. (scusa se non mi sono firmato prima)...Luca
Alt, fermi tutti! Ma dove li avete visti dei musical che IN ITALIA sono molto frequentati?!?! In genere qui da noi le produzioni falliscono! Notre Dame è stata una delle poche eccezioni (non per meriti artistici particolari ma grazie ad una sapiente azione di marketing da parte di Zard).
Sono felicissima della vittoria di Giò Di Tonno e spero vivamente che adesso qualcuno si accorga di lui e che magari il tour di Jekyll&Hyde che lo vede protagonista riesca a non chiudere per mancanza di pubblico (sarebbe un vero peccato perchè lo spettacolo è stupendo e i protagonisti hanno tutti delle splendide voci!) Quando l'ho visto a Bergamo in dicembre il teatro era vuoto per tre quarti...a Milano avrebbe dovuto restare quindici giorni, ma le date si sono ridotte a quattro.
Il musical, purtroppo, in Italia non ha merccato. Non abbiamo la cultura del musical. Ogni anno spuntano produzioni "fuffa" fatte con quattro soldi, basi registrate e qualche improbabile personaggio pescato dal Grande Fratello o daglio Amici di Maria che con il canto ed il musical poco hanno a che vedere. Non chiamiamoli musical per favore!! Il prossimo anno è probabile che ci propinino Hairspray (in Italiano, argh!) con Masciarelli nel ruolo di Edna...RACCAPRICCIANTE!!! Oramai gli spettacoli validi sono solo quelli esteri che (troppo raramente) arrivano in tour anche da noi o quelli messi in scena da compagnie amatoriali, da gente che il teatro lo fa con passione e non per il vile denaro. Nutro ancora qualche speranza sull'avvento in Italia della Stage Holding...ma non sono troppo ottimista, i rumors suggeriscono che anche loro si svenderanno e affideranno un ruolo importante a quell'incapace della Svizzera dei Tic Tac...SIC!!
Ciao Marla, sai che quando tu parli di Musical sono il primo che, testa bassa e in silenzio, pende dalle tue labbra, però questa volta devo dissentire da te, almeno in parte. "non abbiamo la cultura del musical" io direi: non abbiamo la stessa cultura che hanno i londinesi o gli americani, questo è verissimo. (anch'io ho visto musical a Londra, e non c'è paragone con quello italiano, anche dal punto di vista di strategie di marketing stesse) Però di gente che va vedere musical e che fa del buon musical, in italia ce ne sono. Ovviamente il dato va paragonato al tipo di cultura che c'è da noi (limitata certo, ma non completamente assente come dici); ovvio è anche, che tale dato non va confrontato con l'affluenza che hanno i teatri londinesi e newyorkesi.(ribadisco,realtà completamente diverse) Tu porti l'esempio di Jekyll&Hyde, io ti porto quello di High School Musical della Compagnia della Rancia: non sono riuscito a trovare per le date di Milano 2 biglietti, poltronissima-poltrona, nel weekend (compreso il venerdi sera)... è tutto esaurito da più di un mese! Può essere un caso, certo non lo metto in dubbio...... Mi par di aver notato,inoltre, un tuo certo "disappunto" sul il fatto che forse arriverà in Italia Hairspray in italiano ("in Italiano, argh!"). Scusa ma in che lingua dovrebbe arrivare? In aramaico? Non è che il popolo italiano sia famoso per il fatto di conoscere molte lingue straniere (anzi!!?!!) Figuriamoci se creiamo un cultura del musical portando in scena musical in lingua inglese (ad esempio). Ma ti immagini sentire Sandy che parla con lo slang americano in un teatro? magari di una piccola provincia veneta pure? ... Perché poi mi disprezzi "il Mascia"? Non sono un amante dei musical con personaggi famosi, però a pensarci bene la scelta di Masciarelli come Edna a me incuriosisce: sai che ce lo vedo come la "Edna de noaltri"!; oltre ad essere un comico è anche un bravissimo cabarettista, magari può aggiungere un tocco in più. Vabbè tutto qui... magari continueremo il discorso privatamente. Ora vado a fustigarmi per aver osato contraddire una Regina dei Musical, sono i tuo piccolo Dobby :-D. Ciao Luca
Ciao pipccolo Dobby! ;o)) Non ti fustigare, non è il caso!! Se vuoi ti regalo un calzino!!! ;o)
Scherzi a parte: io sono dell'idea (e come me un sacco di altri appassionati) che ognuno debba fare il proprio mestiere. In un musical i protagonisti devono saper principalmente cantare, secondariamente recitare e, in molti casi ballare. Con tutto il rispetto per Masciarelli...ma nutro forti dubbi sul fatto che sia in grado di fare tutte e tre queste cose. Lo stesso discorso vale per la Hunziker. E' una validissima showgirl, perchè non si limita a fare quello anzichè uccidere con le sue stecche la povera Sally Bowles in Cabaret?
Mi porti ad esempio l'affluenza di pubblico per High School Musical...va bene, ma allora possiamo dire che anche quell'obbrobrio di "A un passo dal sogno" ha fatto il tutto esaurito per tutte le serate...ma io non lo considero un musical. Al massimo lo si può definire uno spin-off di Amici! La gente (leggi: per il 99% ragazzine al di sotto dei 18 anni) ci va perchè l'hanno visto in televisione, mica per altro.
Sul discorso della lingua...tu hai ragione. Del resto in tutta europa traducono gli spettacoli nella propria lingua, perchè non dovremmo farlo noi? Semplice, perchè fino ad ora i traduttori hanno preso il compito sotto gamba ed hanno scritto testi alquanto imbarazzanti e in certi casi involontariamente comiche! Capisco la necessità di dover adattare alla metrica delle parole di suono differente...ma stravolgere il significato dei testi mi pare offensivo sia nei confronti dell'autore che per il pubblico. Jesus Christ della Rancia era tradotto ed adattato meravigliosamente, Sweeney Todd della BSMT era un piccolo capolavoro, Jeckyll&Hyde un gioiellino...ma la versione italiana di Rent lasciava parecchio a desiderare, la traduzione di Grease in alcuni punti è inascoltabile, A Chorus Line zoppica in molte parti e la versione italiana del film del Fantasma dell'Opera resterà nella storia come occasione decisamente persa. Se vuoi, in privato, ti giro la traduzione di Good Morning Baltimore di Hairspray, così ti metti a piangere pure tu!
Un bacio!!!
P.S. Per "cultura del musical" intendevo che qui in Italia il pubblico medio che va a teatro non cerca la qualità, non gli interessa di vedere sul palco gente preparata e valida, non sa distinguere un tenore chiaro da un baritono...Il pubblico medio va a teatro per vedere gli ex del Grande Fratello, quelli di Amici, le vallette, starlette, letterine...ecc. Se poi cantano in playback fa lo stesso...SIC!
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