mercoledì 10 dicembre 2008

Meglio cowboy che letteronza

Riprendendo il tema della censura, ventilato nel commento del post precedente, perché mentre leggevo pigramente le notizie del sito TGCom, ho trovato divertente e paradossole l'accoppiamento (penso casuale) di queste due notizie:


Cosa c'è di così divertente?

Il fatto che in Italia esista qualcuno che ha l'arroganza di dire quali scene di un film stupendo e profondo come Brokeback Mountain meritino di essere viste (salvo poi pentirsi e spergiurare che correrà ai ripari) mentre nessuno si prende la briga di non pubblicare le farneticazioni di Victoria Silvstedt, che indica alle nuove generazioni di ragazze la strada giusta per avere successo nella vita:
un bel paio di tette come le sue! -_-

Vabbé, dobbiamo essere open minded e dare la possibilità a tutti di esprimersi, ok ok glielo concedo... ma da parte loro i responsabili dei palinsesti TV si impegnassero almeno a non offendere un'opera d'arte voluta e concepita in un determinato modo.

Piuttosto non mandatela in onda!


.

1 Commenti:

Alle 07 gennaio 2009 12.10.00 GMT+01.00 , Blogger Dodò ha detto...

Mi trovi d'accordissimo.
Il film di Ang Lee è capace di emozionare come pochi, il bello è che lo fa a rpescindere da quanti si possa essere più o meno sensibili alle problematiche dell'emancipazione gay.
Ti dico che lo ha trovato interessante anche mio padre,ottantenne, si di larghe vedute, ma comunque generazionalmente sempre un poò spiazzato da certi rapporti interpersonali.
Il fatto poi che non si eclissino dichiarazioni stupide e idiote di certe mign...ehm, belle donne ci fa capire come i pesi dati alle famose due misure siano davvero troppo distanti!

 

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